roberto's profileRoBeRTo TRiPoDiPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
RoBeRTo TRiPoDi"...si può essere occidentali, birmani, o qualsiasi altra cosa, ma la consapevolezza del proprio corpo e della sua funzione emerge nella danza, e allora si diventa un danzatore, non più soltanto un essere umano." |
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January 06 L'abbandonoBasta ricordare che siamo fatti di acqua calda, che siamo soffici, liquidi ed elastici.
L'abbandono è uno stato difficile a cui non siamo pù abituati, perchè sempre ossessionati dal controllo a tutti i costi dei particolari.
L'abbandono invece è partecipazione alla pienezza, una forma di consapevolezza. Come dire: è così chiassosa la storia, nell'infinito silenzio uiversale, che è inutile aggiungere altro rumore.
Dunque è un prendere atto di esistere, di possedere braccia, dita e talento non nostri, di essere in possesso di un'identità che ci è data, così come tutto in noi e attorno a noi ci è donato, ci avanza, trabocca le ostre aspettative: nulla ci appartiene.
Allora ecco risvegliarsi in noi l'infantile stupore per ogni cosa, sempre nuova, sempre provvisoria. L'abbandono è una costante primavera, dove tutto continuaente nasce.
Inizia dal respiro profondo, lento e sentito come la cosa momentaneamene più importate, come un movimento ampio e complesso, non pi involontario, cui segue la perdita dell'espressione facciale, o meglio l'importanza che essa riveste per noi, e questo è davero difficile: smettere di sentrci immagine esposta al giudizio degli altri, per tornare al valore della nostra unicità.
La danza reclama l'abbandono: essa non vuole essere "danzato", ma è lei stessa che vuole danzare attraverso il corpo del danzatore. L'esecutore abbandonato al suo strumento diviene egli stesso strumento.
Io, danzatore, devo avere la sensazione che il mio corpo vada da sé. Devo essere anche spettatore impossessato della mia danza, mentre nella mia mente un silenzio energetico, gravido e vigile segue, vuoto, ogni minimo movimento. Allora, come un carillon, ogni elemento entrerà in rapporto con l'altro: il respio con il battito cardiaco, la pressione con la temperatura del corpo; e la memoria troverà, nel silenzio della mente, un lucido lago ghiacciato su cui sorre senza alcun ostacolo, senza altre intenzioni che interferiscano con quella proveniente dal movimento del corpo.
E' vero, con l'abbandono si sperimenta un piccolo miracolo che va oltre la danza stessa: il podigio di lasciar vivere e crescere i fiori che ci circondano, di sentiredi non avere più paura di nessuno, perchè anche a nostra presenza è un dono; il miracolo di essere vivi e leggeri.
L'abbando è cosapevolezza anche di fragilità e che anche se non vogliamo ammetterlo abbiamo bisogno di dare e ricevere amore...poitiva questa sensazione quando parte la musica sul palcoscenico. Negativa quando questa sensazione la proviamo sul palcosenico della vita . Quando c'è la pausa o una msica è finita e dobbiamo aspettar che un'altra inizi ; quell'attesa ci mette inquietudine , quel senso di abbandono, quella malinconia. E' proprio questo quello ch l'uomo deve riuscire a fare per star bene anche nel silenzio. December 01 boh...ed eccomi qui, da quanto tempo non liberavo le mie "parole in libetà"...ma eccole, sono sempre nella mia testa, si aitano, mi perseguitano. La Morisette canta una splendida canzone che mi fa andare in depressione mentre qui con me a farmi compagnia accanto al mio pc ci sono un miliardo di cose, i miei 2 telefoni, l'orologio, mille libri da leggere, le mie coccinelle, le mie penne i miei fazzoletti e, attenzione attenzione la torta di mele preparata con tanto amore dalla mia dolce mammina!!! E si perchè sono arrivato a Roma questa mattina e grazie ad uno pseudo sciopero dei mezzi pubblici, niente lezione e quindi tanto letto! Che bello, penserete, un giorno finalmente a non fare nulla, riposarsi e magari leggere un pò...ma secondo voi può esistere un giorno così? Ed ecco che arriva la splendida notizia (si fa per dire) molto probabilmente tutti noi vincitori della casa dello studente dovremo abbandonare queto stabile per andare in un altro che viene proposto come incantanto, peccato che sta più in periferia, e vai con la depressione...fai le valigia, ordina gli scatoloni, seleziona le cose...che palle!!! Come se noi studenti (soprattutto noi dell'AND) avessimo poi così tanto tempo libero da impiegare organizzando traslochi...Ma per fortuna che c'è stata la pausa pranzo con la mia adorata parmigiana (sempre a cura di mamma) e quindi come diceva un vecchio spot "...un momento di vero godimento"; per non parlare dei pensieri che vanno sempre oltre o del tempo, fuori 4 gradi dentro casa 50 gradi...cmq volevo solo dire che mi manca tanto la mia calabria, il mio essere spensierato, il mio "...e fottitetene", mi manca tanto forse il mio lato fanciullino che troppo spesso sto mettendo da parte per questa stupida razionalità e poi ci vorrebbe una bella vacanza...dopo la tesi! E poi pensi al dopo accademia, a quanto mi mancheranno le mie sorelle, queste piccole artiste che mi hanno accompagnato in questi tre anni splendidi...al solo pensiero mi vengono le lacrime!!! Volevo ringraziarvi per i consigli (spesso rimproveri) che ogni giorno mi date (abbassa quelle gambe, tira li pei ecc. ecc. ecc.) Ma non sfasciamoci la testa e pensiamo al presente e quindi a testa, spalla, gomito, polso, petto, anca, ginocchio, piede...OH MIO DIO! E per superare questo anno... gambe in spalla (nel vro senso della parola) e resistiamo...
November 22 R.N."La danza è tutta la mia vita. Esiste in me una redestinazione, uno spirito che non tutti hanno.
Devo portare fino in fondo questo destino: intrapresa questa via non si può più tornare indietro.
E' la mia condanna, forse, ma anche la mia felicità.
Se mi chiedessro quando smetterò di danzare, risponderei: quando finirò di vivere"
Rudolf Nureyev October 22 una città per cantareGrandi strade piene vecchi alberghi trasformati tu scrivi anche di notte perche' di notte non dormi mai, buio anche tra i fari tra ragazzi come te tu canti smetti e canti sai che non ti fermerai caffe' alla mattina puoi fumarti il pomeriggio si parlera' del tempo se c'e' pioggia non suonerai quante interurbane per dire \"come stai?\" raccontare dei successi e dei fischi non parlarne mai e se ti fermi convinto che ti si puo' ricordare hai davanti un altro viaggio e una citta' per cantare alle ragazze non chieder niente perche' niente di posson dare se il tuo nome non e' sui giornali o si fa dimenticare lungo la strada tante facce diventano una che finisci per dimenticare o la confondi con la luna ma quando ti fermi convinto che ti si puo' ricordare hai davanti un altro viaggio e una citta' per cantare grandi strade piene vecchi alberghi dimenticati io non so se ti conviene i tuoi amori dove sono andati buia e' la sala devi ancora cominciare tu provi smetti e provi la canzone che dovrai cantare e non ti fermi convinto che ti si puo' ricordare hai davanti una canzone nuova e una citta' per cantare September 20 liberoLIBERO Mi domando perché quando vivi aspettando F. Moro Benvenuto nel mio Spaces!
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